Francesco Guccini con il suo ultimo fortunato tour farà tappa al Palaverde di Treviso, giovedì 2 aprile. Il concerto, organizzato da Azalea Promotion, sarà l’unica data per il Nord-Est del cantautore modenese che sta girando i principali palasport italiani da novembre, all’insegna del tutto esaurito. L’esibizione di Treviso darà una nuova occasione per ascoltare dal vivo uno dei più grandi cantautori italiani, famoso oltre che per le sue canzoni anche per l’ironia con cui presenta i brani ed in interloquisce con il pubblico. Guccini, che compierà 69 anni il 14 giugno, ha iniziato la sua attività musicale negli anni ’60, come autore regalando brani memorabili all’Equipe 84 (“Auschwitz”) e ai Nomadi (“Dio è morto). Poi, nel ’67 è iniziata la sua avventura di cantautore: 23 album, in 42 anni di impeccabile carriera.
Guccini è stato per decenni la coscienza critica del Paese, grazie a canzoni come “Primavera di Praga”, “La Locomotiva”, “L’Avvelenata”, “Piazza Alimonda” sui gravi fatti del G8 di Genova e “Canzone per Silvia”, dedicata a Silvia Baraldini.
Al Palaverde, il cantautore sarà accompagnato dai fidati Juan Carlos “Flaco” Biondini (chitarre), Pierluigi Mingotti (basso), Vince Tempera (pianoforte e tastiere), Roberto Manuzzi (sax, armonica, fisarmonica e tastiere), Ellade Bandini (batterie e percussioni) e Antonio Marangolo (sax e percussioni).
Il nuovo spettacolo ha qualcosa in comune con i concerti immortalti dal cd e dal dvd del 2005: Anfiteatro Live?
«Sarà molto diverso, perché la scaletta delle canzoni è cambiata completamente. Poi, ci sono due brani inediti: “Su in collina” e “Il testamento di un pagliaccio”. La prima canzone in particolare parla della guerra partigiana e riprende una poesia in bolognese che è stata tradotta in italiano».
Invece, il protagonista de “Il testamento del pagliaccio” chi è?
«I clown sono i cittadini che combattono contro un mondo alla rovescia, aiutandosi con tutta l’ironia che è necessaria».
Nel suo ultimo album Luca Carboni ha registrato una versione punk de “L’avvelenata”, cosa ne pensa?
«L’ho sentita di sfuggita anche perché Luca non mi ha mandato il cd ma mi sembra una buona versione. Però ci sono canzoni che continuano ad essere attuali anche dopo tanto tempo ed altre che rimangono ancorate al momento, in cui sono state scritte, come “L’avvelenata”. Così, ho deciso di non cantarla più anche se poi tutti continuano a chiedermela».
Con “L’avvelenata” lei aveva sbeffeggiato il critico musicale Riccardo Bertoncelli che in seguito all’uscita del suo album Stanze di vita quotidiana aveva scritto: «Guccini è un artista finito». Poi vi siete chiariti?
«Abbiamo risolto. Ricordo però che quando decidemmo di far uscire il disco, mi dissero: «Togli Bertoncelli dalla canzone», mentre io dissi “Non gliela faccio passare liscia” e decisi di lasciare lo sfottò al critico lì dov’era».
Negli ultimi anni, lei ha dimostrato di avere delle buone doti di attore brillante, soprattutto nel film di Ligabue Radiofreccia ma anche in due pellicole di Leonardo Pieraccioni (Ti amo in tutte le lingue del mondo ed Una moglie bellissima).
«Il cinema lo prendo come un gioco, l’ho fatto perché me l’hanno chiesto due amici. In Radiofreccia sono risultato particolarmente convincente, perché il personaggio del barista era stato scritto pensando a me. Pieraccioni, al contrario, si è divertito a farmi fare dei personaggi bizzarri che non mi assomigliano ma sono molto divertenti come il preside e il regista di un’improbabile compagnia teatrale. Nel suo prossimo film, invece, sarò uno psicologo un po’ naif».
Sta lavorando al prossimo cd? E al nuovo romanzo?
«Non ho tempo, in questo momento, sono distratto dal restauro della casa. Ho delle idee sia per nuove canzoni che per il prossimo che scriverò insieme a Loriano Machiavelli».
La sua canzone “Bisanzio” dell’81 sembra quasi una profezia della crisi globale odierna.
«Fa impressione vedere la crisi anche da un paesino di montagna come quello in cui vivo (Pavana di Sambuca Pistoiese, ndr), perché le aziende chiudono e mettono i lavoratori in cassa integrazione. E’ un problema per tutti ma soprattutto per i giovani che non hanno prospettive ».
Che musica ascolta nel tempo libero?
«Non ascolto quasi più musica, mi capita molto casualmente quando sono in auto con la mia compagna e lei mette dei cd. D’altronde non c’è un gran che da ascoltare in questo momento, a parte i miei colleghi cantautori. Poi, non mi stanco mai del rock ‘n’ roll anni ’50, la musica della mia giovinezza».
I biglietti per Guccinie costano 27,50 euro e sono in vendita nel circuito online Ticket One (http://www.ticketone.it) e nelle prevendite Azalea e Box Office.
(Michele Bugliari)
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