MESTRE. Il grande Enzo Jannacci, domani alle 21 al teatro Toniolo, festeggerà 40 di canzoni memorabili. L’esibizione rientra nel programma del carnevale della città di terraferma del Comune di Venezia ed è organizzata dalla Municipalità di Mestre centro in collaborazione con l’Apt di Venezia. Il concerto del decano dei cantautori è gratuito e sono ancora disponibili alcuni inviti presso gli uffici dell’Apt di corso del Popolo a Mestre. La maggior parte dei 738 biglietti gratis, infatti, sono andati a ruba. Jannacci è appena uscito sul mercato con The Best, una compilation, per fare il punto di 4 decenni di musica. Ben 35 delle sue migliori canzoni sono state riunite in un doppio cd, che contiene anche quattro inediti tra cui una versione della splendida “Bartali” cantata in coppia con l’autore: Paolo Conte.
Enzo Jannacci è un vero e proprio caposcuola della canzone d’autore italiana ma a suo modo anche del cabaret. E’ nato a Milano, ben 72 anni fa, da una famiglia di origine pugliese.
Dopo la maturità classica si laurea in medicina e diventa medico chirurgo: una professione, che eserciterà per anni, affiancandola alla sua attività artistica. Il suo primo amore è la musica classica, che lo porta a diplomarsi al conservatorio in armonia e pianoforte ma poi si accosta al jazz e al rock ‘n’ roll con le prime esibizioni nei locali milanesi.
Nel ’56 suona le tastiere nei “Rocky Mountains”, rock band con un cantante d’ecezione: Tony Dallara che poi sarà sostituito da Giorgio Gaber.
Il gruppo effettua molte serate accompagnando un Adriano Celentano, ancora agli inzi.
Ma il legame d’amicizia ed artistico con Gaber funziona talmente bene che nasce il duo de I due corsari ch enel ’58 debuttano con i singoli “Come facette mammata” e “Non occupatemi il telefono”.
In quel periodo Jannacci ha modo di conoscere e collaborare con artisti del panorama italiano come Ricky Gianco Luigi Tenco e Gino Paoli. Contemporaneamente avrà modo di suonare con giganti del jazz come Gerry Mulligan, Chet Baker e Stan Getz. Inoltre, diventerà amico nientemeno che di Bud Powell che gli insegnerà a lavorare al piano prevalentemente con la mano sinistra.
Nel 1963 inizia ad esibirsi al “Derby”, locale milanese di cabaret, dove conosce Dario Fo e Cochi e Renato con cui inizia una proficua collaborazione.
Nel frattempo esce l’album La Milano di Enzo Jannacci, contenente uno dei suoi capolavori, “El purtava i scarp del tennis” ed altre canzoni, tra cui alcune firmate con Fo e “L’Armando”, storia amara ma divertente di un personaggio che uccide il fratello che lo opprime.
Il successo di massa vero e proprio viene nel 1968, con una canzone-tormentone, “Vengo anch’io. No tu no”, scritta in collaborazione con Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini, che arriverà addirittura al primo posto dell’hit-parade dei singoli e che resterà per sempre uno dei suoi più grandi cavalli di battaglia.L’album omonimo riscuote un discreto successo, grazie anche ad un altro brano di successo: “Ho visto un re”.
(Michele Bugliari)
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